Il Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo compie 10 anni ad aprile, ma ha fatto già tanta strada ed è citato nelle classifiche internazionali tra i primi 15 al mondo.

Letta questa notizia oggi sul solito quotidiano, ho deciso che non potevo perdere altro tempo, dovevo andare subito: detto-fatto. Ho coinvolto il mio amico Roberto e siamo andati. Il museo è in un’ala di Villa Ghirlanda, importante complesso seicentesco, che si affaccia sulla via principale di Cinisello e dispone di un ampio e ricco parco.

La visita del museo e della mostra di Roberto Salbitani è stata molto piacevole, al pari dei due passi in piazza e della passeggiata nel parco. Della mostra, aperta fino al 4 aprile, ho apprezzato molto le foto dei progetti “Viaggio”,  “La Città Invasa”, “Viaggio in Terre Sospese”, le altre sono risultate un po’ più “difficili” per i toni molto scuri.

Segue la presentazione dettagliata della mostra tratta dal sito del museo (http://www.mufoco.org) 

Per la prima volta in mostra il percorso artistico quarantennale di Roberto Salbitani, uno dei maestri della fotografia italiana contemporanea.

Per coerenza di comportamento, aspirazione a mantenere la sua ricerca in una condizione di “purezza” rispetto alle contaminazioni del mercato, forte senso di libertà personale, Roberto Salbitani, dopo esordi grazie ai quali si è imposto come uno dei fotografi che negli anni Settanta hanno rinnovato la fotografia italiana, ha scelto la strada di una ricerca per molti aspetti solitaria. La sua fotografia, di tono esistenziale, profondamente introspettiva e talvolta visionaria, presenta forti accenti critici nei riguardi dei valori e dei comportamenti omologati e conformisti che guidano la società contemporanea. Da sempre intreccia il suo lavoro fotografico con l’impegno come insegnante e con l’approfondimento delle tecniche di stampa di cui è grande conoscitore e maestro.

Il tema costante del suo lavoro è il rapporto difficile, anche drammatico, tra l’uomo contemporaneo e l’ambiente, distrutto e perduto, in cui vive.

La mostra proposta dal Museo di Fotografia Contemporanea comprende i sei più importanti lavori del fotografo, tutti caratterizzati da lunghe narrazioni protratte nel tempo: La città invasa, 1972-1984, dedicato alla aggressiva presenza delle immagini, pubblicitarie e non, nella città contemporanea; Viaggio, 1974-1982, sul treno come luogo degli incontri casuali e della sospensione esistenziale; Dalle mille e una notte (passate al cinema), 1973-1980, magico insieme di immagini tratte da film e fotografate al cinema; Viaggio in terre sospese, 1975, immagini del paesaggio dall’abitacolo dell’automobile; Il punto di vista del topo, 1990-1998, un percorso fuori dalle strade principali in cerca dei segni dell’invasione della campagna da parte della città; Autismi, 1997-2006, sull’automobile come simbolo del potere e sostituto del sesso, capace di creare nell’uomo gravi forme di dipendenza; Venezia. Circumnavigazioni e derive, 1971-2007, lungo “poema” dedicato alla sua città d’elezione composto di ricordi, sogni, visioni fuori dal tempo.