A volte nell’arte e nella letteratura capita che ci siano esempi di artisti e scrittori scoperti a posteriori, figure trovate per caso e per lo più sconosciute ai contemporanei. Spesso si tratta di personalità particolari, poste in situazioni tali per cui i contemporanei non hanno avuto modo di entrarne in contatto e apprezzarne il valore subito e di dare loro il giusto posto nella storia dell’arte. E’ capitato di recente un caso simile in ambito fotografico e il fotografo in questione è Vivian Maier, nome ai più sconosciuto, la cui popolarità comincia tuttavia a crescere.
Tutto comincia da un fortunato acquisto in un’asta pubblica di una scatola piena di negativi “d’epoca” da parte di un giovane collezionista e fotografo, John Maloof, che aveva bisogno di materiale fotografico per un lavoro sulla Chicago di un tempo. I negativi si rivelano essere subito di gran valore, scattati da una persona dotata di sensibilità per la fotografia. Maloof incuriosito comincia a fare un po’ di ricerche e scopre che i negativi sono molto più di quelli presenti nella scatola: alla fine riesce ad entrare in possesso di più di 100.000 negativi, essenzialmente scatti di street photography, molti dei quali di ottimo livello. Ma chi è l’autore misterioso di questi scatti? Si tratta di Vivian Maier (1 febbraio 1926 – 21 aprile 2009), di professione tata per le famiglie dell’alta borghesia di Chicago, ma che nel tempo libero si diletta di fotografia. Il film è l’avvincente viaggio alla scoperta di questa straordinaria figura attraverso le testimonianze delle persone che l’hanno conosciuta.

Dice Maloof: “Ho ottenuto il permesso di accedere alle sue cose, quintali di strani oggetti che le erano appartenuti: così ho potuto iniziare il mio lavoro investigativo ma più cose scoprivo sul suo conto, più aumentavano le domande. Le sarebbe piaciuto quello che stavo facendo? Perché aveva nascosto al mondo le sue foto e la sua vita personale? La mia ossessione ci ha spinti a “collezionare” interviste e aneddoti provenienti da ogni parte del mondo”.

Aggiunge Siskel, l’altro autore del film: “Il nostro film rivela un lato oscuro della Maier, più oscuro di quanto avrebbe voluto mostrare agli altri, e di quanto era finora noto. Questo, però, è solo un tratto della sua storia. Vivian Maier è stata una sorta di spia: ha catturato, spesso accompagnata dai bambini delle famiglie borghesi di cui si occupava, l’umanità così com’era, e ovunque si trovasse: tra le baracche come nei sobborghi residenziali. Era un’outsider, e ciò le regalava una forma di empatia per gli emarginati che spesso ritraeva. Parlava di sé, scherzosamente, come di una donna misteriosa. Proteggeva la sua vita privata con accanimento e si professava indipendente dai valori borghesi delle famiglie con le quali viveva”.

E’ ancora possibile vedere il film al cinema Beltrade a Milano. (http://www.cinemabeltrade.net/)

Per saperne di più:

Titolo Film: Alla ricerca di Vivian Maier (Finding Vivian Maier) di John Maloof, Charlie Siskel

Sito foto: http://www.vivianmaier.com/

Sito film: http://www.vivianmaier.com/film-finding-vivian-maier/