C’è tutta l’Italia del dopoguerra nelle fotografie di Stefano Robino.

Le fabbriche, i treni, le grandi navi, gli operai, le periferie industriali. È l’Italia della Fiat; dell’incanto di fronte alla Cristoforo Colombo che prende il largo; delle mamme che attraversano a passo veloce gli stradoni di Torino. Ma soprattutto è l’Italia dei lavoratori, di quegli uomini che per la prima volta si misurano con macchinari enormi, polmoni instancabili che alimentano fabbriche sempre più grandi. E quello di Robino, nato a Torino nel 1922, è un punto di vista privilegiato, lui in una di queste cattedrali dell’industria ci lavora: nel 1939 viene assunto alla Fiat come disegnatore tecnico, diventa poi responsabile del laboratorio fotografico e capo dell’Ufficio Pubblicità Grandi Motori Trieste. È dentro ai capannoni e ai piedi delle ciminiere che prende forma la sua ricerca: le fotografie di bambini e i ritratti di famiglia, a cui si dedica negli anni 40, lasciano il posto a motori e turbine. In un bianco e nero «scavato come il marmo» Robino «scolpisce» i suoi mostri d’acciaio, moderni Golia con i quali gli operai allacciano quotidiani corpo a corpo. I premi non tardano ad arrivare, seguono mostre e la pubblicazione su riviste italiane e straniere, dall’«Europeo» a «Life». Le immagini potenti e realistiche di Robino fanno il giro del mondo raccontando un’Italia che puntava dritta al futuro.

 
 
“IL FARE, IL LIMITE E LA BELLEZZA – ALLE ORIGINI DI UN’ITALIA INDUSTRIALE”
Mostra di Fotografia di Stefano Robino
25.novembre 2014 – 8 febbraio 2015
Ingresso gratuito
Centro Culturale di Milano, Via Zebedia, 2 – 20123 Milano (MM1 Duomo-MM3 Missori)