Nella storica cornice del Castello Sforzesco di Vigevano, presso la Strada Sotterranea, dal 14 febbraio al 29 marzo 2015, la mostra fotografica di Graziano Perotti “Terra di risaie” racconta la storia e le tradizioni della terra che le ospita, ricorda il passato ed esplora il presente. Al centro di tutto, il riso. È l’elemento principale della mostra, ma anche uno dei protagonisti di  Expo 2015.

La mostra “Terra di risaie” esalta, in 35 foto, la bellezza dell’ambiente che circonda Vigevano. Sarà possibile ammirare un reportage in bianco e nero, ma anche vere e proprie opere d’arte a colori che cambiano al ritmo incessante delle stagioni: dopo il riposo invernale, l’esplosione della primavera e, finalmente, l’autunno in cui tutto si tinge d’oro per la raccolta. Il libro “Terra di risaie”, realizzato a mano in tiratura di 100 copie, è curato dallo stesso fotografo Graziano Perotti ed è edito da “Edizioni  Massimo  Fiameni design”.

“Sono partito – dichiara Graziano Perotti, fotografo e curatore della mostra – da “Nutrire il pianeta, energia per la vita” che accompagna Expo 2015 e che sottolinea quanto sia importante che, nel mondo, tutti abbiano un diritto fondamentale: quello del nutrimento, del corpo e dello spirito. La mia professione di fotografo mi ha permesso di incontrare persone provenienti da tutte le parti del mondo, ognuna con la sua storia, le sue abitudini e le sue tradizioni. Ma c’è una cosa che accumuna gran parte delle popolazioni: il riso. Non si tratta di una semplice pietanza, ma di una vera e propria occasione di incontro e di condivisione. Ho imparato che non è importante se i chicchi vengono usati, come faceva mia nonna, come rosario o se sono al collo di un pellegrino in Oriente, se il riso è all’interno di un piatto di legno, una ciotola smaltata, nel verde di una foglia di banano, avvolto nel cotone grezzo in un lontano monastero o preso dalle mani di un bambino in braccio alla sua mamma: i chicchi ci hanno sempre unito, a qualsiasi latitudine mi trovassi, e mi hanno sempre riportato, con la mente, a casa perché all’interno avevano lo stesso identico amore, la stessa fatica e la stessa missione di quelli seminati da secoli nella nostra Terra di risaie”.

Graziano Perotti

Nato a Pavia nel 1954, dove tuttora risiede, ha iniziato a fotografare da giovanissimo dedicandosi al reportage sociale e alla fotografia di viaggio. Passato al professionismo, ha intensificato la sua attività di inviato realizzando servizi in Asia (India, Cina, Indonesia, Giava, Bali, Sumatra, Malesia), Africa (Marocco, Egitto, Kenya, Tanzania), Sud e Centro America (Cuba, Guatemala, Honduras, Ecuador, Messico, Brasile), oltre che in Italia ed Europa. I reportage, spesso accompagnati dai suoi testi, sono stati pubblicati su importanti testate e ha esposto le proprie immagini in numerose mostre personali e collettive in gallerie private e spazi espositivi pubblici.